giovedì 27 marzo 2008

MALINCONIA



"VENTO DAL SUD




E' da un pò che


vivo qui con te


e non c'è mano


che ti scacci via.


Rendi grigio


ogni mio pensiero


e veleno


ogni mia parola.


Non c'è al mondo


acqua


che ti possa lavare,


fuoco


che ti possa scaldare,


solo terra


che ti può ospitare


e nel mio cuore


cresce erba di rugiada. "

giovedì 20 marzo 2008

PRIMAVERA MILANESE

"27 MARZO


Pioveva sul duomo
e tu mi baciavi,
toccando le punte
delle guglie scintillanti.
Le gocce colavano
oro: la madonnina
piangeva sul
cielo dorato.
Oro puro e bagnato
ci attraversava
i corpi, colorandoci
l’anima e il cuore.
Era il tocco di

Re Mida e non solo
pioggia e non solo
gocce.
Pioveva sul duomo
e tu guardavi
la gente camminare
sui rosoni multicolori:
la loro frenesia
non spegneva il
tuo ardore e la
pioggia non lavava
via l’oro.
Era il tocco di Re
Mida e tu sai che
l’oro non vive. "

venerdì 14 marzo 2008


CENERENTOLA INNAMORATA

(seconda parte)


- Giulia è morta-
Si è tagliata le vene e ha lasciato scritto, su un tovagliolo, “Sono sbagliata”.
Quando l’hai saputo, hai vomitato l’anima e ti sei sgolata chiedendo “Perché? Perché?”.
Al funerale, portavi gli occhiali scuri e il tuo impermeabile rosso, che stonava un po’ con l’atmosfera luttuosa. Luca ti si è avvicinato, ha cercato di prenderti la mano. Tu l’hai scansato con un gesto, poi hai detto – L’ho uccisa io – e te ne sei andata.


Ora hai quarant’anni, hai un marito che ti vuole bene, un figlio che ti fa tribolare, un lavoro che ti fa mangiare, però sei ancora la ventenne di allora che cerca di capire anche l’incomprensibile.
In qualche modo dovevi spiegare perché Giulia era morta: l’avevi uccisa tu!
Tu non sei un’assassina, Stefania. Guardami e ripeti “Io non ho ucciso Giulia.”
- Io non ho ucciso Giulia – dici, poco convinta, e poi aggiungi – E’ inutile…Ripeterlo non mi farà stare meglio. Lei è una brava psicologa, ma…Io sono una testa dura. L’ho uccisa io quel giorno…Abbiamo litigato e io le ho urlato contro delle cose che non pensavo.
- Perché non provi a spiegarti meglio?



Era il due aprile e presto Giulia avrebbe compiuto 21 anni. Per l’occasione lei voleva andare qualche giorno al mare, in Liguria. Voleva partire con quel suo nuovo ragazzo, Davide. Io dovevo coprirli con una bugia bell’è fatta, dicendo ai suoi che sarei andata io con Giulia, per fare qualcosa tra sole donne. I suoi non l’avrebbero mai lasciata andare con Davide: era pieno di tatuaggi, aveva i capelli lunghi e fumava canne.
Io mi ero rifiutata. Avevamo già nascosto troppo ai suoi genitori e mi sentivo a disagio a mentire di nuovo.
Mentre mi arrabbiavo, Giulia alzò il volume della radio: Marco Masini cantava Cenerentola innamorata.
- Sembra la mia storia,vero? – disse Giulia, pensierosa.
- Sì, solo che tu non ci hai ripensato. Il bambino l’hai ucciso davvero alla fine…- parlai senza rendermene conto e Giulia già piangeva.
- Non dire così!Tu non sai come mi sono sentita…Ci sto male ancora.
- Davvero?Allora lo nascondi bene! Sembra che non te ne freghi niente! Giulia, quand’è che cresci? Vivi ancora nel mondo delle favole! Credi di vivere con i tuoi quadri, che, diciamocelo, non sono così stupendi… Scopi con tutti, diamine! A volte sembri proprio una…
- Una puttana? Una troia?
- Io…non volevo dire questo.
- Cosa volevi dire, Stefania? Tu invece sei perfetta, vero? Ti sei praticamente già laureata e stai lì a gingillarti con le tue tesi astruse e le tue leggi su come gira il mondo! Sei così fredda che non capisco come tu possa provare qualsiasi sentimento o fare l’amore. Scommetto che sei frigida, vero?
- Giulia, vaffanculo! Solo perché non la do in giro come te, non vuol dire che…
- Ma stai zitta, bacchettona!
- No, stai zitta tu…Tu, ASSASSINA! Non ti vergogni? Hai abortito come se niente fosse e te ne sei lavata le mani…Non dire niente alla mamma, Ste, non dire niente a Luca, Ste. E io sì, sì…Ora basta! Mi sono stufata di te, delle tue idee sull’amore libero e dei tuoi quadri assurdi!!Ti odio…
- Non so che farmene dell’odio di una frigida di sentimenti! Non piangi mai, vero Ste? Che brava, come un soldato! Reprimiamo tutte le nostre emozioni, le nostre pulsioni. Dimentichiamoci di essere umani. Tu cosa avresti fatto al mio posto, Ste? L’avresti tenuto il bambino? E con quali soldi? Con quale padre? Ho vent’anni…Sono giovane…Sono…
- Io non sarei andata in giro ad allargare le gambe…
“Dai tuoi occhi si vede il mare”. Giulia piangeva e i suoi occhi sembravano un mare in tempesta.
Io non versavo una lacrima: ero troppo arrabbiata. Presi uno dei suoi quadri e lo distrussi davanti a lei. Poi scappai con in mano un pezzo della tela.


Tu prendi qualcosa dalla borsa e me lo fai vedere. E’ il vecchio pezzo del quadro. In basso si legge ancora il titolo: “Bambino mai nato.”
- E’ stata colpa mia – ripeti.
Io non riesco a dirti che non è vero.


lunedì 10 marzo 2008

CENERENTOLA INNAMORATA
(prima parte)
A tuo marito non l’hai mai detto. E’ successo tanto tempo fa, sette anni prima che lo incontrassi e t'innamorassi. Marco non lo sa perché ci sono giorni che ascolti ossessivamente quella canzone e ti vengono gli occhi lucidi, come se avessi appena bevuto del vino. Lui pensa che tu ti ricorda di un vecchio amore, di un amore sbagliato, “di un amore che non è amore”.
Tu invece trattieni le lacrime e canti forte “non è vero che sei sbagliata”. Lo pensi davvero e dentro di te urli “non eri sbagliata Giulia!”.


Giulia non aveva nemmeno vent’anni e sognava di fare la pittrice. Tu la prendevi un po’ in giro, affettuosamente, e le dicevi che con i colori non si mangia.
- E con le stelle si mangia assai, invece!- rispondeva lei e poi ti chiamava –astrofisica da strapazzo!-
A vent’anni si sogna il mondo e si crede di poter fare qualsiasi cosa; a vent’anni ci si vuole bene anche tra diversi, tra astrofisici e artisti. Tanto entrambi hanno una cosa in comune: la testa fra le nuvole.
- Stefania, cerchi sempre una spiegazione a tutto! – ti accusava.
- Io voglio capire perché l’hai disegnato così…Cosa vuol dire? – le chiedevi quando Giulia ti mostrava il suo ultimo dipinto, una tela astratta dal titolo incomprensibile.
- Non deve voler dire, deve essere… Non si può spiegare tutto, non sempre…
Quello era un tuo difetto: cercare sempre di capire cosa si nascondesse dietro le cose, spiegare secondo regole precise le situazioni in cui v'imbattevate. Eri rigida e un po’ fredda; i sentimenti li lasciavi agli altri.
Giulia era il tuo perfetto contrario: era troppo sensibile, credeva a tutto e a tutti ed era una stufa umana.
Lei era bionda e in carne, con gli occhi verdi e allegri; tu eri mora e secca, con gli occhi scuri e calmi.
La gente si è sempre chiesta come facevate ad essere amiche, come facevate a sopportare le follie dell’una e il cinismo dell’altra. Eravate amiche da sempre, dai tempi delle elementari, e già allora eravate diverse: tu pensavi ai numeri, lei alle parole.


“Non vuoi dirle che ti piaceva far l’amore e scambiarsi i sogni”
Giulia ti raccontava segreti e storie, che a sua madre doveva nascondere.
La prima volta che fece l’amore, ti disse, sognante, che aveva volato per tutto il tempo. Tu la invidiavi e volevi essere come lei. Invece ti vergognavi, eri timida e non t'innamoravi. Giulia si innamorava due, tre volte al mese; ogni volta ne usciva sconfitta, ma poi medicava il suo cuore ferito e ritornava ad amare di nuovo. Più di tutto, amava amare.
Tu le chiedevi – Perché, perché proprio lui? – quando Giulia ti presentava l’ennesimo ragazzo con i capelli lunghi.
- Non si può spiegare tutto, Ste, non sempre! –
Nemmeno a sua madre hai potuto spiegare perché l’hai aspettata “sotto il muro dell’ospedale”, quella notte dei vostri vent’anni.
- Ho ucciso un bambino – e piangeva, mentre tu la abbracciavi stretta e la consolavi.
Stavi già con suo fratello, allora. Giulia lo sapeva ormai da tempo che tu e Luca vi piacevate.
- E tu hai dovuto aspettare vent’anni per aprirti ai piaceri del sesso? – ti domandava insolente e ironica.
- GIULIA!!
- E quanto sei vergognosa…Che con mio fratello non ci fai l’amore?
Ci facevi l’amore? Tu credevi fosse sesso..L’amore si fa con chi si ama.
- E tu non lo ami Luca?
- Non lo so…Non credo di sapere bene cosa sia l’amore…
- L’amore non si può spiegare, Ste. Mai. – asseriva e ti guardava seria con i suoi occhi di muschio.
E così stavi con il fratello della tua migliore amica. E’ un rapporto pericoloso: se si litiga con l’uno, si perde anche l’altro e viceversa.
Tu con Giulia ci hai litigato e furiosamente. Non vi siete più parlate per giorni. Non l’hai nemmeno chiamata per il suo ventunesimo compleanno. Luca ti diceva che era stupido non sentirvi più per un motivo così futile. Cosa ne poteva sapere lui?

venerdì 7 marzo 2008

L'INIZIO




La mia mente è la mia torre d'avorio, lo specchio delle mie parole. E' lì che mi rifugio quando il mondo fa troppo rumore e voglio starmene un pò per conto mio a fantasticare. La gente mi accusa di essere troppo distratta, un pò svampita. Detesto ammetterlo, ma è vero e un perchè c'è: provate voi a districarvi nei labirinti della mente senza bussola!C'è da perdersi...

Questo blog è nato per le mie storie e le mie poesie, che si sono stufate di stare nel caos della mia testa... E' ora che anche voi godiate della mia confusione!