CENERENTOLA INNAMORATA
(prima parte)
A tuo marito non l’hai mai detto. E’ successo tanto tempo fa, sette anni prima che lo incontrassi e t'innamorassi. Marco non lo sa perché ci sono giorni che ascolti ossessivamente quella canzone e ti vengono gli occhi lucidi, come se avessi appena bevuto del vino. Lui pensa che tu ti ricorda di un vecchio amore, di un amore sbagliato, “di un amore che non è amore”.
Tu invece trattieni le lacrime e canti forte “non è vero che sei sbagliata”. Lo pensi davvero e dentro di te urli “non eri sbagliata Giulia!”.
Giulia non aveva nemmeno vent’anni e sognava di fare la pittrice. Tu la prendevi un po’ in giro, affettuosamente, e le dicevi che con i colori non si mangia.
- E con le stelle si mangia assai, invece!- rispondeva lei e poi ti chiamava –astrofisica da strapazzo!-
A vent’anni si sogna il mondo e si crede di poter fare qualsiasi cosa; a vent’anni ci si vuole bene anche tra diversi, tra astrofisici e artisti. Tanto entrambi hanno una cosa in comune: la testa fra le nuvole.
- Stefania, cerchi sempre una spiegazione a tutto! – ti accusava.
- Io voglio capire perché l’hai disegnato così…Cosa vuol dire? – le chiedevi quando Giulia ti mostrava il suo ultimo dipinto, una tela astratta dal titolo incomprensibile.
- Non deve voler dire, deve essere… Non si può spiegare tutto, non sempre…
Quello era un tuo difetto: cercare sempre di capire cosa si nascondesse dietro le cose, spiegare secondo regole precise le situazioni in cui v'imbattevate. Eri rigida e un po’ fredda; i sentimenti li lasciavi agli altri.
Giulia era il tuo perfetto contrario: era troppo sensibile, credeva a tutto e a tutti ed era una stufa umana.
Lei era bionda e in carne, con gli occhi verdi e allegri; tu eri mora e secca, con gli occhi scuri e calmi.
La gente si è sempre chiesta come facevate ad essere amiche, come facevate a sopportare le follie dell’una e il cinismo dell’altra. Eravate amiche da sempre, dai tempi delle elementari, e già allora eravate diverse: tu pensavi ai numeri, lei alle parole.
“Non vuoi dirle che ti piaceva far l’amore e scambiarsi i sogni”
Giulia ti raccontava segreti e storie, che a sua madre doveva nascondere.
La prima volta che fece l’amore, ti disse, sognante, che aveva volato per tutto il tempo. Tu la invidiavi e volevi essere come lei. Invece ti vergognavi, eri timida e non t'innamoravi. Giulia si innamorava due, tre volte al mese; ogni volta ne usciva sconfitta, ma poi medicava il suo cuore ferito e ritornava ad amare di nuovo. Più di tutto, amava amare.
Tu invece trattieni le lacrime e canti forte “non è vero che sei sbagliata”. Lo pensi davvero e dentro di te urli “non eri sbagliata Giulia!”.
Giulia non aveva nemmeno vent’anni e sognava di fare la pittrice. Tu la prendevi un po’ in giro, affettuosamente, e le dicevi che con i colori non si mangia.
- E con le stelle si mangia assai, invece!- rispondeva lei e poi ti chiamava –astrofisica da strapazzo!-
A vent’anni si sogna il mondo e si crede di poter fare qualsiasi cosa; a vent’anni ci si vuole bene anche tra diversi, tra astrofisici e artisti. Tanto entrambi hanno una cosa in comune: la testa fra le nuvole.
- Stefania, cerchi sempre una spiegazione a tutto! – ti accusava.
- Io voglio capire perché l’hai disegnato così…Cosa vuol dire? – le chiedevi quando Giulia ti mostrava il suo ultimo dipinto, una tela astratta dal titolo incomprensibile.
- Non deve voler dire, deve essere… Non si può spiegare tutto, non sempre…
Quello era un tuo difetto: cercare sempre di capire cosa si nascondesse dietro le cose, spiegare secondo regole precise le situazioni in cui v'imbattevate. Eri rigida e un po’ fredda; i sentimenti li lasciavi agli altri.
Giulia era il tuo perfetto contrario: era troppo sensibile, credeva a tutto e a tutti ed era una stufa umana.
Lei era bionda e in carne, con gli occhi verdi e allegri; tu eri mora e secca, con gli occhi scuri e calmi.
La gente si è sempre chiesta come facevate ad essere amiche, come facevate a sopportare le follie dell’una e il cinismo dell’altra. Eravate amiche da sempre, dai tempi delle elementari, e già allora eravate diverse: tu pensavi ai numeri, lei alle parole.
“Non vuoi dirle che ti piaceva far l’amore e scambiarsi i sogni”
Giulia ti raccontava segreti e storie, che a sua madre doveva nascondere.
La prima volta che fece l’amore, ti disse, sognante, che aveva volato per tutto il tempo. Tu la invidiavi e volevi essere come lei. Invece ti vergognavi, eri timida e non t'innamoravi. Giulia si innamorava due, tre volte al mese; ogni volta ne usciva sconfitta, ma poi medicava il suo cuore ferito e ritornava ad amare di nuovo. Più di tutto, amava amare.
Tu le chiedevi – Perché, perché proprio lui? – quando Giulia ti presentava l’ennesimo ragazzo con i capelli lunghi.
- Non si può spiegare tutto, Ste, non sempre! –
Nemmeno a sua madre hai potuto spiegare perché l’hai aspettata “sotto il muro dell’ospedale”, quella notte dei vostri vent’anni.
- Ho ucciso un bambino – e piangeva, mentre tu la abbracciavi stretta e la consolavi.
Stavi già con suo fratello, allora. Giulia lo sapeva ormai da tempo che tu e Luca vi piacevate.
- E tu hai dovuto aspettare vent’anni per aprirti ai piaceri del sesso? – ti domandava insolente e ironica.
- GIULIA!!
- E quanto sei vergognosa…Che con mio fratello non ci fai l’amore?
Ci facevi l’amore? Tu credevi fosse sesso..L’amore si fa con chi si ama.
- E tu non lo ami Luca?
- Non lo so…Non credo di sapere bene cosa sia l’amore…
- L’amore non si può spiegare, Ste. Mai. – asseriva e ti guardava seria con i suoi occhi di muschio.
E così stavi con il fratello della tua migliore amica. E’ un rapporto pericoloso: se si litiga con l’uno, si perde anche l’altro e viceversa.
Tu con Giulia ci hai litigato e furiosamente. Non vi siete più parlate per giorni. Non l’hai nemmeno chiamata per il suo ventunesimo compleanno. Luca ti diceva che era stupido non sentirvi più per un motivo così futile. Cosa ne poteva sapere lui?
- Non si può spiegare tutto, Ste, non sempre! –
Nemmeno a sua madre hai potuto spiegare perché l’hai aspettata “sotto il muro dell’ospedale”, quella notte dei vostri vent’anni.
- Ho ucciso un bambino – e piangeva, mentre tu la abbracciavi stretta e la consolavi.
Stavi già con suo fratello, allora. Giulia lo sapeva ormai da tempo che tu e Luca vi piacevate.
- E tu hai dovuto aspettare vent’anni per aprirti ai piaceri del sesso? – ti domandava insolente e ironica.
- GIULIA!!
- E quanto sei vergognosa…Che con mio fratello non ci fai l’amore?
Ci facevi l’amore? Tu credevi fosse sesso..L’amore si fa con chi si ama.
- E tu non lo ami Luca?
- Non lo so…Non credo di sapere bene cosa sia l’amore…
- L’amore non si può spiegare, Ste. Mai. – asseriva e ti guardava seria con i suoi occhi di muschio.
E così stavi con il fratello della tua migliore amica. E’ un rapporto pericoloso: se si litiga con l’uno, si perde anche l’altro e viceversa.
Tu con Giulia ci hai litigato e furiosamente. Non vi siete più parlate per giorni. Non l’hai nemmeno chiamata per il suo ventunesimo compleanno. Luca ti diceva che era stupido non sentirvi più per un motivo così futile. Cosa ne poteva sapere lui?
1 commento:
Ciao Angie, passavo di qua ed ho pensato di farti un salutino.Sono contenta che i miei quadri ti piacciano,spero che queste figure del mio mondo interiore ti ispirino nei tuoi racconti.
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